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ESCI PARTITO DALLE TUE STANZE
di Claudio Fava



 


2. da martiss: Alcuni anni fa, parecchi, quando si scrivevano a mano i manifesti, non potevano mancare le parole "noi sinceri democratici".Mi veniva un po' da sorridere ogni volta che lo scrivevo ma non mancava mai, era quasi una firma. Oggi mi fanno lo stesso effetto le parole "reali esigenze della gente" che leggo in ogni articolo, commento, riflessione. A volte queste reali esigenze della gente addirittura diventano il valore supremo cui ispirare l'azione politica. Io credo che il problema più grosso sia proprio questo: in questi anni i reali problemi della gente sono quelli indotti dai media e dai giornali che di volta in volta vengono misurati (verificati) attraverso le classifiche dei vari sondaggi per diventare immediatamente fonte per le proposte di tutti i vari partiti. Ritengo importante per un movimento di sinistra che nelle proprie scelte si ispiri piuttosto agli ideali di uguaglianza, di emancipazione, di libertà e di socialismo, di critica del modello capitalista altrimenti un partito vale l'altro.

3. da marco bertozzi: di fronte all'ondata di destra che soffia in europa, dobbiamo mantenere i nervi saldi!
Il tempo è galantuomo nei confronti di chi sa mantenere la barra di navigazione dritta e salda.
Purtroppo il troppo rapido allargamento della comunità europea nei confronti di paesi a precaria situazione democratica, perchè solo da poco hanno superato regimi autoritari, sta facendo rifluire i cittadini nella difesa di identità, nella cultura del piccolo profitto a breve!
Le forze di sinistra democratica sembrano smarrite ed impotenti, con una cultura dello stupore!
Sembra che i cervelli siano annebbiati, incapaci di ritrovare percorsi e strategie. La destra italiana ha con forza indicato la sua strada, al momento vincente: fedeltà Atlantica, filoamericanismo, difesa dei valori cristiani, famiglia tradizionale, appartenenza europea al Partito Popolare etc..
Noi al contrario siamo di poche idee e confuse:
ni al Socialismo europeo, ni alle politiche energetiche moderne, sinistra senza se e senza ma, COLLOCAZIONE INTERNAZIONALE VAGA ED INCERTA, e chi più ne ha più ne metta!

4. da antonio caruso: caro Fava hai proprio ragione.Se a Vicenza un candidato a sindaco del PD con lungimiranza si schiera con la popolazione perché la ritiene sovrana nel decidere dell'allargamento della base Dal Molin viene eletto; mentre a Roma per un paio di anni il sindaco in carica si occupa d'altro (la costruzione del PD) ed il piano regolatore della città che prevede in zone periferiche l'edificazione con prevalente interesse pubblico viene disatteso con accordi di programma che finiscono per favorire costruttori rapaci, con prevalente interesse abitativo, che traggono grossi margini di guadagno a danno di cittadini che andranno ad abitare città-dormitorio perchè prive di tutte quelle infrastrutture ed insediamenti che le rendano vivibili allora si capisce perchè il candidato sindaco, oltretutto logoro, perde pesantemente.
Questi due esempi ci dicono cosa va e cosa non va nella sinistra del nostro paese. Se continueremo a seguire l'agenda politica di Berlusconi, le sue mosse, le sue affabulazioni continueremo a perdere.
Qui sta il nocciolo della questione perché ciascuno di noi sa bene cosa chiede una buona parte del paese, certo non quella che ha goduto in questi anni di privilegi che, bisogna ammettere con onestà, ha interessato anche caste della sinistra non solo politiche nazionali e locali, ma anche sindacali (leggasi al riguardo il libro di Livadiotti "L'altra casta"). Ecco perchè la sinistra si è impantanata e per liberarla se non si pone la questione morale, già posta dal compagno Berlinguer in tempi meno sospetti,sarà dura, molto dura.Se Sinistra Democratica seguirà un percorso virtuoso con particolare attenzione alla lettura delle reali esigenze dei cittadini, allora potrà ottenere consensi, altrimenti rimarrà un qualcosa di marginale nel panorama politico nazionale.

5. da carlo: leggo quasi quotidianamente i vari interventi di compagni impegnati più di me, ed è un continuo analizzare i motivi della disfatta.
Terrei a precisare che una elezione di una nuova amministrazione comunale, non è lo stesso che di una legislativa, nella prima infatti giocano fattori prettamente locali, nella seconda invece i "giochi" sono altri.
L'occupazione della Rai e di tutte le restanti fonti d'informazione del Paese schierate con le due maggiori formazioni, il PD, il PDL, senza possibilità alcuna di competere non dico sul piano della quantità e del volume degli spazi, ma neanche su quella di un confronto serio tra candidati senza possibilità magari di una replica ad una sciocchezza pronunciata da Veltroni o Berlusconi, ha giocato tutto a sfavore nostro.
La gente purtroppo, e davvero faccio fatica a pronunciare tale espressione, se l'è cercata, ha votato come se acquistasse un prodotto "griffato" anzichè di qualità artigianale, si è lasciata abbindolare dalle forme anziché dalla sostanza e giustamente si cita la vittoria del sindaco di Vicenza perché in quella città ha prevalso un determinato pragmatismo locale; la furia pubblicitaria delle due coalizioni non ha attecchito in quella città.
Vivo in un paesino della bassa Sabina reatina, zona da sempre ad "alto tasso" rosso, su circa 3000 aventi diritto al voto soltanto 95 voti ai nostri 4 partiti coalizzati nella sinistra arcobaleno, contro una forza reale di circa 400 voti e non che siano andati al PD poiché anche questo ha subito una notevole lezione diventando per la prima volta il secondo partito.
Purtroppo son finiti i tempi dell'organizzazione del partito in cellule, caseggiati, comitati, porta a porta; si vive la prevalenza del tempo disponibile in casa davanti alle TV e se queste hanno indirizzi "particolari" i risultati sono questi.
Ho letto e diffuso la lettera indirizzata a L'Unità di quella famiglia, teniamone conto e proseguiamo verso il nostro obiettivo originario, quello di rivitalizzare la sinistra in Italia poiché siamo convinti che coloro ci hanno voltato le spalle si ricrederanno e torneremo ancora più rigenerati di prima.

6. da Alessandro Lodi: finalmente si dice con chiarezza che dobbiamo parlare del nostro progetto di società e abbandonare sterili discorsi sulle tradizioni politiche e sulle collocazioni europee....

bravo!
Alessandro Lodi

7. da silvano de iesu: 10 e lode!

 
 
9. da Alessandro Colombi (http://alessandro-colombi.blogspot.com/)Sì mi sembra che al fondamento ci sia questo:partecipare vuol dire allargare, aprire, condividere. Anche per questo non mi riconosco più in un dibattito su quale debba essere la nostra tradizione politica di riferimento: se quella comunista, quella socialista, l’ambientalista… Qualcuno crede che verremo giudicati per un’astratta evocazione delle categorie del socialismo o del comunismo, o piuttosto per le scelte, i gesti, le azioni? A Vicenza s’è vinto non per aver messo al centro le proprie tradizionali appartenenze ma perché un candidato sindaco, e la coalizione che lo appoggiava, ha detto ciò che il governo Prodi non aveva saputo dire, ovvero sulla base militare di Dal Molin non decideranno gli americani ma i vicentini, con un referendum che restituirà a ciascuno di loro piena sovranità sulla loro vita. E’ stata una battaglia ascrivibile al socialismo europeo? Alla falce e martello? Gli elettori non se lo sono chiesti. Si sono chiesti semplicemente se questa sinistra li avrebbe saputi tutelare e rappresentare di fronte all’arroganza di quella base.

Sarà dura ma o capiamo che anche qui invece di stare a dividerci sulle definizioni dobbiamo unirci nelle pratiche e negli obiettivi, cominciando dai più concreti. Se non saremo in grado di farlo temo che la prossima volta della sinistra non resteranno neanche i "cocci" da raccogliere!


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