1. da enzoc: Condivido pienamente.Ciò non toglie che è necessario avere dei punti certi di riferimento e le tematiche da affrontare.
Si chiamerà coordinatore, coordinamento o altro, di sicuro c'è la necessità di costruire. Costruire cosa e con chi?
Non un partito ottocentesco ma un movimento che raccolga le idee e le istanze reali della gente (intesa come come soggetti deboli poco o per niente tutelati) la difesa dei redditi, del potere di acquisto, dei disoccupati, dei precari e degli inoccupati, del "concreto" diritto allo studio, la difesa del territorio (vedi Vicenza o Napoli), la lotta alla mafia e ai privilegi feudali nel campo delle professioni e della Pubblica Amministrazione ecc.
Con chi ci stà e con chi non condivide cosa è stato costruito in quel guazzabuglio che hanno chiamato partito democratico.
Con chi si riconosce in alcuni valori basilari (non necessariamente di sinistra) e sulle legittime esigenze dei territori, dei lavoratori, dei giovani ecc. ma, soprattutto delle persone.
2. da martiss: Alcuni anni fa, parecchi, quando si scrivevano a mano i manifesti, non potevano mancare le parole "noi sinceri democratici".Mi veniva un po' da sorridere ogni volta che lo scrivevo ma non mancava mai, era quasi una firma. Oggi mi fanno lo stesso effetto le parole "reali esigenze della gente" che leggo in ogni articolo, commento, riflessione. A volte queste reali esigenze della gente addirittura diventano il valore supremo cui ispirare l'azione politica. Io credo che il problema più grosso sia proprio questo: in questi anni i reali problemi della gente sono quelli indotti dai media e dai giornali che di volta in volta vengono misurati (verificati) attraverso le classifiche dei vari sondaggi per diventare immediatamente fonte per le proposte di tutti i vari partiti. Ritengo importante per un movimento di sinistra che nelle proprie scelte si ispiri piuttosto agli ideali di uguaglianza, di emancipazione, di libertà e di socialismo, di critica del modello capitalista altrimenti un partito vale l'altro.
3. da
marco bertozzi: di fronte all'ondata di destra che soffia in europa, dobbiamo mantenere i nervi saldi!
Il tempo è galantuomo nei confronti di chi sa mantenere la barra di navigazione dritta e salda.
Purtroppo il troppo rapido allargamento della comunità europea nei confronti di paesi a precaria situazione democratica, perchè solo da poco hanno superato regimi autoritari, sta facendo rifluire i cittadini nella difesa di identità, nella cultura del piccolo profitto a breve!
Le forze di sinistra democratica sembrano smarrite ed impotenti, con una cultura dello stupore!
Sembra che i cervelli siano annebbiati, incapaci di ritrovare percorsi e strategie. La destra italiana ha con forza indicato la sua strada, al momento vincente: fedeltà Atlantica, filoamericanismo, difesa dei valori cristiani, famiglia tradizionale, appartenenza europea al Partito Popolare etc..
Noi al contrario siamo di poche idee e confuse:
ni al Socialismo europeo, ni alle politiche energetiche moderne, sinistra senza se e senza ma, COLLOCAZIONE INTERNAZIONALE VAGA ED INCERTA, e chi più ne ha più ne metta!
4. da antonio caruso: caro Fava hai proprio ragione.Se a Vicenza un candidato a sindaco del PD con lungimiranza si schiera con la popolazione perché la ritiene sovrana nel decidere dell'allargamento della base Dal Molin viene eletto; mentre a Roma per un paio di anni il sindaco in carica si occupa d'altro (la costruzione del PD) ed il piano regolatore della città che prevede in zone periferiche l'edificazione con prevalente interesse pubblico viene disatteso con accordi di programma che finiscono per favorire costruttori rapaci, con prevalente interesse abitativo, che traggono grossi margini di guadagno a danno di cittadini che andranno ad abitare città-dormitorio perchè prive di tutte quelle infrastrutture ed insediamenti che le rendano vivibili allora si capisce perchè il candidato sindaco, oltretutto logoro, perde pesantemente.
Questi due esempi ci dicono cosa va e cosa non va nella sinistra del nostro paese. Se continueremo a seguire l'agenda politica di Berlusconi, le sue mosse, le sue affabulazioni continueremo a perdere.
Qui sta il nocciolo della questione perché ciascuno di noi sa bene cosa chiede una buona parte del paese, certo non quella che ha goduto in questi anni di privilegi che, bisogna ammettere con onestà, ha interessato anche caste della sinistra non solo politiche nazionali e locali, ma anche sindacali (leggasi al riguardo il libro di Livadiotti "L'altra casta"). Ecco perchè la sinistra si è impantanata e per liberarla se non si pone la questione morale, già posta dal compagno Berlinguer in tempi meno sospetti,sarà dura, molto dura.Se Sinistra Democratica seguirà un percorso virtuoso con particolare attenzione alla lettura delle reali esigenze dei cittadini, allora potrà ottenere consensi, altrimenti rimarrà un qualcosa di marginale nel panorama politico nazionale.
8. da CCS: compagno Fava, lei ha ragione. Però attenzione, che di gente che ci vedeva come "gli estremisti che non hanno il coraggio di chiamarsi ancora comunisti" (mentre il PD veniva visto come "la Sinistra riformista") ce n'era eccome. I programmi sembravano cosa secondaria, per molti. Anzi, diciamoci la verità, il 90% (e vado basso) i Programmi nemmeno li legge. Quindi la questione è ANCHE questa. Perchè se è vero che la gente vuole cose concrete, è anche vero che è portata a credere che chi si pone su posizioni troppo radicali non possa dargliele. Che poi quelle posizioni "troppo radicali" non lo erano affatto, ma questo, ripeto, era difficile farglielo percepire. Quindi proporre che il progetto politico che vogliam portare avanti abbia per base quella che è, in fondo, la nostra identità, non credo sia una scelta sbagliata. Anche perchè, parliamoci chiaro, da un lato, visti i soggetti che possiamo coinvolgere, questo potrebbe essere un buon comun denominatore. Dall'altro, fuori da questo progetto ci saranno coloro che invece si fanno proprio la "Costituente Comunista". Progetto, quello sì, legato ai simboli ed ai nomi. Distinguercene (puntando a riprenderci anche le componenti più avanzate del Pdci, che non condividano questo riflusso identitario) non sarebbe male.