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EMERGENZA SEMAFORI
Cric e Crac


di Marco Travaglio


Mentre rullano i tamburi e suonano le grancasse per l'ultima fusione bancaria tra Unicredit e Capitalia, dal Tribunale di Milano si leva una flebile voce: quella del pm Francesco Greco, alle prese con i patteggiamenti chiesti dagl'imputati del crac Parmalat. «Non è colpa nostra - dice Greco, replicando alle proteste dei risparmiatori derubati - se il legislatore ha introdotto la Cirielli che ha dimezzato i tempi della prescrizione. I titolari di obbligazioni Parmalat sono stati derubati anche di 7 anni e mezzo di processo. Poi l'indulto ha svuotato il contenuto del processo». Prima il governo Berlusconi, poi l'Unione e la Cdl (meno Idv, Pdci, Lega e An) hanno mandato in fumo anche il processo per il più grave crac della storia d'Europa, nel quale sono imputate - ricorda Greco - «le principali banche del mondo»: Deutsche Bank, Ubs, Citigroup, Morgan Stanley, ma anche le italianissime Capitalia e Intesa. Ciononostante, o forse per questo, «le istituzioni - denuncia Greco - ci hanno fornito scarsa collaborazione». E la scorsa settimana il ministro Di Pietro e uno scoop del "Corriere" hanno sventato l'ultimo assalto in Consiglio dei ministri: una «riforma» della bancarotta approntata da una manina (o manona) misteriosa per dimezzare le pene e i termini di prescrizione per il reato finanziario più grave. Ora, per carità, sarà anche giusto compiacersi per la nascita delle «superbanche». Ma c'è come la sensazione che la notizia lasci i risparmiatori, tosati e/o derubati per anni, piuttosto freddini. Negli Stati Uniti, protagonisti e comprimari dei crac Enron e Worldcom sono tutti in galera. Nessuno potrà mai più sedersi in un Cda. Arthur Andersen, complice dei conti truccati, non esiste più. In Italia, a parte Tanzi e Cragnotti, sono tutti al loro posto. La giustizia è stata disarmata e, anche quando ha tentato qualche mossa, s'è trovato il modo di eluderla: Geronzi ha avuto una sospensione cautelare dai giudici di Parma per l'affaire Ciappazzi-Parmatour, ma il Cda di Capitalia (compresi i noti legalitari olandesi dell'Abn Amro) l'ha confermato al suo posto; e una sospensione disposta dal Tribunale di Brescia per lui e per Roberto Colaninno, condannati rispettivamante a 1 anno e 8 mesi e a 4 anni per bancarotta preferenziale nel crac Bagaglino-Italcase. Ricordava ieri Roberto Rossi che Geronzi ha collezionato un rinvio a giudizio a Parma per il crac Parmalat (bancarotta e usura nell'affaire Eurolat), una richiesta di rinvio a giudizio a Roma per il crac Cirio e un processo in corso a Palmi per usura. Più un altro processo a Parma per truffa alla Emilia Romagna Factory. Ma tra patteggiamenti, prescrizioni per legge e indulto bipartisan, è prevedibile che - anche se, per disgrazia, dovesse risultare colpevole - non finirà in carcere. Anzi, potrebbe persino coronare il sogno di diventare presidente di Mediobanca, nel cui consiglio siede, così come nei patti di sindacato di Rcs e di Generali, come se nulla fosse accaduto. Resta un piccolo dettaglio: i risparmiatori, che rischiano di non vedere una lira delle migliaia di milioni bruciati in bond-carta straccia, piazzati da banchieri preoccupati solo di non restare col cerino in mano. In attesa delle sentenze, queste pecore da tosare restano senza fiato nel leggere le dichiarazioni di Geronzi al processo di Palmi, quello per usura: «Io - dice il banchiere a un avvocato di parte civile - di tassi non so nulla: io comando!». Per non parlare del verbale pubblicato dal Corriere sulla truffa dei bond Cirio. Il pm Luigi Orsi domanda perché Capitalia seguitò a piazzare quei bond nel 2000, dopo che il comitato esecutivo era stato allertato col «semaforo giallo» sul gruppo e chiedeva a Cragnotti di rientrare subito dei crediti: «Chi ha comprato i bond 20 giorni dopo sapeva di questi semafori o andava al buio e senza fari?». Geronzi risponde: «Le risulta che nel mondo italiano sia mai stato emesso un bond nel cui lancio siano stati informati i sottoscrittori dello stato di salute delle aziende?». Viva la sincerità. Forse ora i sottoscrittori vorrebbero sapere se anche la Superbanca si regolerà così. O se, prima di comprare bond-carta straccia, il semaforo giallo potranno vederlo anche a loro.

da l'Unità


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