Veglie di preghiera in tutta l´Isola, una processione di amici e colleghi a casa di Cuffaro. Alla fine, è arrivato anche il vecchio maestro Calogero Mannino a testimoniare la propria vicinanza al governatore che attende la sentenza del processo Talpe, in cui è imputato di favoreggiamento alla mafia, per sapere se e come proseguirà la propria attività politica. Il senatore giunge davanti all´abitazione del presidente intorno alle 18, per ricambiare la visita che Cuffaro gli fece nel luglio del 2001, quella dei cinque baci stampati sulle guance di Mannino dopo la sentenza di assoluzione in primo grado. «Non si finisce mai», soffia l´ex leader Dc soltanto accennando allo stretto connubio fra giustizia e politica che ha caratterizzato la vita pubblica dell´Isola negli ultimi anni. «Io so cosa significa la vigilia di una sentenza, ma sono sensazioni indefinibili. Ci si affida al Signore e alla famiglia. Si prega».
E proprio quello religioso è il leit-motiv di questi giorni che precedono il verdetto. I «fedelissimi» di Cuffaro si sono raccolti ieri sera in preghiera in diverse parti dall´Isola, da Palermo a San Vito lo Capo, da Agrigento a Siracusa, passando per Caltanissetta. Nel Capoluogo l´invito a pregare per il governatore ha viaggiato sugli sms. Appuntamento nella parrocchia di Santa Lucia, di fronte all´Ucciardone, alle 21,30: lì si è svolta la veglia organizzata da un assessore e un consigliere comunale dell´Udc, Pippo Enea e Doriana Ribaudo, che avevano lanciato un passaparola in giornata attraverso una catena di messaggi telefonici. In piazza della Pace si è radunata una trentina di persone, con una stretta selezione degli ingressi in chiesa. «Siamo qui per stare vicini al presidente che sta vivendo il momento più difficile della propria vita politica, evitando di assediarlo con le visite domestiche», spiega Enea.
Ma non è l´unica manifestazione di questo tipo organizzata in Sicilia nell´attesa della sentenza: altre veglie di preghiera, ieri sera, si sono tenute a San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani, nella provincia di Agrigento, a Siracusa, a Caltanissetta. «È la testimonianza del grande affetto che c´è intorno al presidente», dice il segretario regionale dell´Udc Saverio Romano, che ha lasciato Montecitorio e il dibattito sulle dimissioni di Mastella per attendere il verdetto al fianco di Cuffaro. Lo stesso presidente, a conferma del suo legame con il mondo ecclesiastico, rompe il silenzio in cui si è chiuso nelle ultime ore per dire che «fra le centinaia di telefonate che sto ricevendo non mancano quelle di prelati, finanche vescovi, che mi hanno inserito nelle loro novene».
Cuffaro da mercoledì ha di fatto sospeso la propria attività amministrativa. Si è chiuso in casa con i familiari, dove ha seguito in tv l´evolversi della vicenda Mastella e dove ha ricevuto i "saggi" del partito come Mannino ma anche giovani e donne, come la Ribaudo appunto. «Nel caso mi debba dimettere, andate e portate avanti quello che ho iniziato io», ha detto il presidente, nella testimonianza di un ospite. I leader della Casa delle Libertà, dal presidente dell´Mpa Raffaele Lombardo al segretario regionale di Forza Italia Angelino Alfano, si sono fatti sentire telefonicamente per esprimere solidarietà mentre all´Ars, dopo l´approvazione del bilancio e della Finanziaria in commissione, avvenuta mercoledì i lavori si sono in pratica fermati. La seduta di Sala d´Ercole è stata aperta e subito rinviata a martedì prossimo alle 17: un passaggio tecnico per "incardinare" la manovra in aula. È stato fissato alle 13,30 di lunedì il termine massimo per la presentazione degli emendamenti da parte dei deputati. Poi la settimana prossima si passerà all´esame degli articoli dei documenti economici. Ma il dubbio è: a quel punto Cuffaro sarà ancora in carica? Il quesito che attraversa la politica siciliana. «Io credo di sì, non voglio pensare ad altre ipotesi. E la fiducia, non so perché, cresce di minuto in minuto», azzarda il capogruppo dell´Udc Nino Dina.
Lui, il presidente, la fine ha deciso di vivere l´ultima fase dell´attesa (la sentenza potrebbe arrivare già oggi) con una puntata fuori porta. E nel pomeriggio è andato con un amico dirigente della Regione nella sua tenuta di campagna fra le province di Enna e Caltanissetta, dove ha un vigneto. Il ritorno in serata: dopo una visita all´avvocato Nino Mormino, deputato di Forza Italia, il rientro a casa e le ultime visite. Cuffaro ha già detto nei giorni scorsi che non andrà a Pagliarelli ad assistere alla lettura della sentenza da parte del tribunale: «Non me la sento». E anche Romano ha deciso di stargli vicino, rinunciando alla presenza nell´aula del carcere palermitano dove sarà reso noto il dispositivo: «Credo che a Totò faccia piacere».
da la Repubblica