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GRANDI AFFARI
Il business delle discariche


di Enrico Del Mercato


In palio c´è una posta da oltre un miliardo di euro che è l´investimento previsto in Sicilia per realizzare i quattro termovalorizzatori voluti dal commissariato per l´emergenza rifiuti che dovranno essere costruiti dalle quattro cordate che si sono aggiudicate l´appalto. Il piano prevede che gli impianti che ricavano energia dai rifiuti entrino in funzione nel giro di quattro, cinque mesi, comunque prima del prossimo 31 luglio data in cui, per legge, non sarà più possibile utilizzare le discariche. La grande partita, il business dell´immondizia affidato alle grandi industrie private, però, è già cominciata. Anzi, dai primi giorni di dicembre le aziende che si sono assicurate la gestione del ciclo dei rifiuti entreranno in campo. Come? Per il momento accollandosi oneri e costi del trasporto dei rifiuti fino alle discariche che saranno individuate da Regione e prefetture. È il frutto della convenzione siglata l´altro ieri dal vice commissario per l´emergenza rifiuti Felice Crosta e i rappresentanti dei quattro consorzi di imprese che dovranno realizzare i termovalorizzatori in Sicilia. Dicono che la Regione abbia faticato non poco a convincere gli imprenditori privati ad anticipare il loro intervento diretto e che le aziende avrebbero preferito, soprattutto per una questione di costi, cominciare ad occuparsi del ciclo dei rifiuto solo quando gli impianti di termovalorizzazione fossero stati pronti ad entrare in funzione.

Ma tant´è. Alla Regione hanno la necessità di fare presto («Il 31 dicembre si chiude la gestione dell´emergenza - fanno sapere dal commissariato emergenza rifiuti - e noi vogliamo lasciare tutto in ordine») e così c´è stata l´accelerazione. Significa che, già dai primi giorni di dicembre, i consorzi di imprese che costruiranno i termovalorizzatori dovranno avere sul campo uomini e mezzi (e probabilmente raggiungere intese con le municipalizzate o con le ditte private che oggi gestiscono la raccolta rifiuti), ma significa soprattutto che, già dai prossimi giorni, comincerà la caccia alle discariche ritenute utilizzabili. Toccherà alla Regione e ai prefetti muoversi in questo ginepraio: stando ai dati in possesso del commissariato per l´emergenza rifiuti in Sicilia ci sono circa ottanta discariche, in realtà se ne contano parecchie di più, oltre 350. Felice Crosta anticipa: «Almeno il 50 per cento delle discariche censite sarà chiuso ai primi di dicembre». E da quella data comincerà ufficialmente l´era della spazzatura che diventa business. Con tutti gli interrogativi che l´operazione si porta appresso. A cominciare dai costi. Ambientalisti e oppositori dei termovalorizzatori sostengono che bruciare i rifiuto costerà tantissimo e che il conto, alla fine, lo pagheranno i cittadini con le tasse sull´immondizia. I rappresentati delle aziende che costruiranno i termovalorizzatori replicano con la constatazione che quegli impianti sono già presenti in città come Vienna, Parigi, Milano e mostrano conti e piani di investimento. Secondo i quali l´attuale costo di conferimento in discarica dei rifiuti oscilla tra i 70 e gli 80 euro a tonnellata, mentre con le nuove gestioni il costo si aggirerebbe tra i 70 e i 75 euro a tonnellata. Non ci sarebbero aggravi di spesa, insomma. Anzi. Le imprese che hanno scelto di entrare nell´affare termovalorizzatori stimano nel 15 per cento dell´investimento iniziale il profitto e prevedono l´occupazione di 1.500 lavoratori. Probabilmente anche per questo nella corsa sono entrati alcuni dei maggiori gruppi industriali italiani. A cominciare dalla Falck che fa da capofila in tre dei quattro consorzi che hanno deciso di costruire gli impianti in Sicilia. Per il termovalorizzatore di Palermo con la Elettroambiente Actelios, società del gruppo Falck, ci sono l´Amia, l´Asi, la Emit del gruppo Pisante, la Aster e due società di costruzioni: la Safab e la Gecopre. Per l´impianto di Casteltermini la cordata, insieme ad Elettroambiente, vede la presenza di Enel produzione, della Catanzaro costruzioni, dell´Amia e dell´Emit. La gara per il termovalorizzatore di Augusta, invece, se la è aggiudicata il consorzio guidato dalla Elettroambiente del gruppo Falck, e nel quale ci sono anche, l´Enel, la società L´Aletcoen - guidata dal presidente degli industriali di Enna Giuseppe Gulino - e la Panelli. Solo a Messina il gruppo Falck non partecipa. Lì, l´appalto se lo è aggiudicato il consorzio Sicilpower del quale fanno parte L´Altecoen, la Westeitalia Daneco, la Technipitaly e la Siemens.

da la Repubblica


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