L’onorevole Rafé Lombardo (segretario regionale dell'Udc a Palermo, presidente della Provincia a Catania e deputato europeo a Bruxelles) non è ancora soddisfatto. E ha fatto sapere di pretendere per il partito siciliano, che egli autorevolmente dirige, un posto da ministro a Roma. “Rappresentiamo il 30% del partito nazionale” ha spiegato “che fa, vogliono trattarci da pezzenti?”. Non sappiamo e non ci riguarda: sono fatti di Berlusconi. Ma qualche precisazione sull'Udc siciliano che reclama Palazzo Chigi va fatta. Per amor di cronaca. Cronaca nera e giudiziaria, per l'esattezza.
Riepiloghiamo. Fa parte dell'Udc il governatore regionale Totò Cuffaro, il primo presidente siciliano al quale sia stato contestato d'essere amico di alcuni conclamati mafiosi: favoreggiamento a vantaggio dell'organizzazione criminale denominata Cosa Nostra, scrive la Procura. Lui nega, le intercettazioni ambientali confermano, la Corte d'Assise deciderà. Sta con Lombardo e con il suo partito anche il maresciallo dei carabinieri Antonio Borzacchelli, deputato regionale, arrestato a febbraio per concussione: avrebbe incassato generosi pagamenti - mezza dozzina di miliardi di lire - da Michele Aiello, il re delle cliniche siciliane per conto delle cosche palermitane.
Udc di primo pelo é pure l'onorevole Vincenzo Lo Giudice, ribattezzato affettuosamente dagli amici “Mangialasagne”, presidente della Commissione regionale sanità, arrestato il 29 marzo scorso per associazione mafiosa: dicono i giudici (e le intercettazioni) che le cosche portavano a spasso i suoi santini nelle ultime elezioni. Con lui, pensa la coincidenza, sono stati arrestati per il medesimo reato anche Salvo Iacono e Gaetano Scifo, consiglieri provinciali dell'Udc.
A Palermo é finito nei guai un altro assessore regionale dell'Udc, l'onorevole Davide Costa. Lo indagano da sei mesi per concorso esterno in associazione mafiosa: avrebbe pagato una Famiglia di Marsala per farsi procurare voti, cosa che pare non sia permessa - pensate un po' - neppure in Sicilia.
Parliamo dei sindaci? Acireale: Nino Nicotra, primo cittadino targato Udc, arrestato (e poi scarcerato) per associazione mafiosa ed estorsione: dicono i giudici che si sarebbe servito di alcuni picciotti del clan Santapaola per risolvere una - diciamo così - controversia finanziaria. Deviazione sulla valle dei Templi: Calogero Sodano, ve lo ricordate? L'ex sindaco di Agrigento, Udc doc, é stato condannato con sentenza passato ormai in giudicato a diciotto mesi di reclusione per aver favorito l'abusivismo edilizio a fini elettorali. Il furbetto aveva cercato di utilizzare pure la legge Cirami per farsi processare il più lontano possibile dal tribunale della sua città, inquinato (diceva) dagli ambientalisti. Gli è andata male.
Ci fermiamo. Per carità di patria e di Sicilia. Tanto pare che all'ordine del giorno dell'Udc siciliano non ci sia la questione morale ma quella di governo: Rafé Lombardo vuole il suo ministro? E dateglielo, dopo tutti questi dispiaceri!